15 Luglio 2010

Il presidente dell'Autorità per l'energia e il gas in Parlamento fa il punto: "I consumatori beneficino delle dinamiche di mercato con un contenimento dei prezzi a partire dal primo ottobre. Se non si distribuisce il costo degli incentivi sulla fiscalità rischio "aumento tariffe oltre il 20% da qui al 2020"
Bollette gas "contenute da ottobre" Allarme per incentivi delle rinnovabili
ROMA - L'autorità per l'energia e il gas annuncia un contenimento delle bollette del gas dal prossimo ottobre. "Per trasferire sollecitamente ai consumatori i primi benefici emergenti dalle nuove dinamiche del mercato internazionale (rinegoziazioni di contratti di lungo termine e mercati spot) - ha spiegato il presidente dell'Autorità per l'energia Alessandro Ortis nella relazione annuale al Parlamento - opereremo un contenimento dei prezzi al consumo a partire dal primo ottobre prossimo, prima dei maggiori consumi invernali delle famiglie". L'iniziativa, "rispettosa dei contratti in essere e dell'equilibrio economico-finanziario degli operatori di settore, è pienamente giustificata in base alle informazioni in nostro possesso; rappresenta comunque - ha concluso Ortis con una stilettata a Eni - una surroga di effetti che dovrebbero invece emergere da un vero mercato all'ingrosso, così come già nel settore elettrico".
"Sono necessarie una revisione della durata e del livello delle incentivazioni, con particolare attenzione al solare fotovoltaico e una correzione dei malfunzionamenti del mercato dei certificati verdi", ha poi aggiunto Ortis, secondo cui "senza interventi, c'è il forte rischio di un aumento delle bollette fino a oltre il 20%, da qui al 2020". Secondo Ortis è necessaria la "massima efficienza" nello sfruttamento delle fonti rinnovabili, mentre "oggi il nostro sistema è molto inefficiente; il costo sopportato dai consumatori per il raggiungimento degli obiettivi citati è superiore a quello necessario. Il livello eccessivamente elevato delle incentivazioni genera inoltre distorsioni e opacità nel settore. Nel 2010, come peraltro avevamo preannunciato quasi due anni fa, il costo delle incentivazioni per le rinnovabili (fonti assimilate CIP6 escluse) supererà i 3 miliardi di euro: quasi il 10% del costo annuale del sistema elettrico nel suo complesso. Considerando che l'energia incentivata è dell'ordine dei 20 miliardi di kWh, l'incentivo medio risulta pari a circa il doppio del valore dell'energia prodotta; così paghiamo l'energia incentivata 3 volte quella convenzionale". Per questo Ortis ribadisce la necessità di "spostare una parte degli oneri per l'incentivazione delle rinnovabili dalla bolletta alla fiscalità generale". Qualora, invece, "si volessero mantenere in tariffa gli incentivi per le rinnovabili, potrebbe essere opportuno che le politiche energetiche-ambientali-industriali, proprie di Governo e Parlamento, si limitassero a fissare gli obiettivi quantitativi e temporali per ciascuna fonte, lasciando poi che sia l'Autorità (già impegnata in materia di tariffe) a stabilire le modalità per farli rispettare al minimo costo, in modo efficiente"
Fonte: La Repubblica
La Redazione






