29 Giugno 2010

Il Forum Italiano Sicurezza Gas, organizzato dal CIG con la collaborazione di Italiaenergia, svoltosi nei giorni 9 e 10 giugno al Palazzo delle Stelline a Milano, ha riscosso un lusinghiero successo in termini di partecipazione e di contenuti espressi. Riportiamo alcuni sunti importanti, pubblicati da Quotidiano Energia.
Voci dal mondo del gas-Sicurezza gas
“La sicurezza gas riguarda tutti”
Il tema della sicurezza gas “riguarda tutta la filiera” ed è interesse comune di istituzioni e operatori che non se ne parli solo quando succede qualcosa di grave, ha osservato Roberto Malaman, dg Autorità per l’Energia, nel suo intervento al “Forum italiano sicurezza gas” organizzato da Comitato italiano gas e Gruppo Italia Energia.
Per questo, l’Autorità considera “insostituibile” il ruolo del Cig ed è aperta al confronto con gli operatori, che rappresentano “un patrimonio molto forte di questo Paese”.
A partire dalla ormai prossima delibera sullo stoccaggio, il testo è in fase di rielaborazione dopo la chiusura della consultazione, Malaman ha ripercorso gli interventi del regolatore volti a stabilire standard minimi di sicurezza per le attività di trasporto e distribuzione.
Dal terzo periodo regolatorio, ha sottolineato, diventa obbligatorio per i principali distributori il meccanismo di incentivi e penalità economiche relativi alla sicurezza già sperimentato con buoni risultati su base volontaria. Il monitoraggio su questo meccanismo, che utilizza come ha affermato il dg “i soldi degli italiani”, sarà molto attento, anche grazie ai controlli sul campo effettuati dalla Guardia di Finanza, oltre 300 nel periodo 2005-2009. In merito alla disciplina post-contatore, il regolatore è in attesa dell’applicazione del decreto ministeriale che, superando la legge 46/90, ha creato qualche problema applicativo alla delibera 40/04, che richiede per nuovi impianti la conformità alla stessa legge. D’altra parte il controllo documentale previsto dalla 40/04 ha fatto emergere il problema degli installatori degli impianti domestici in cui si concentrano, secondo i dati del Cig, gli incidenti, con migliaia di irregolarità rilevate nella procedura annuale di controllo. Paolo Mosa (Italgas), ha sottolineato che “le note dolenti arrivano con il post-contatore”. Mosa ha apprezzato il fatto che con il terzo periodo regolatorio tutti i principali aspetti della sicurezza sulla filiera gas risultano coperti dalla regolazione, con risultati positivi nella pratica degli operatori professionali. I problemi iniziano con il post-contatore laddove si assiste a una “frammentazione” in micro-imprese, a volte nemmeno identificabili singolarmente, a cui è necessario dare una certificazione professionale, intervenendo sia in sede legislativa che di formazione professionale. Mosa si è poi soffermato sulla prospettiva che ha definito “rivoluzionaria” di introduzione della telelettura e della telegestione, suggerendo di separare in due fasi successive il percorso. “Raccogliamo la sfida ma non so se il mondo della distribuzione è in grado di attuare nei tempi dell’Autorità questo grande progetto”, ha concluso Mosa. Un’altra tappa cruciale anche in tema di sicurezza sarà quella delle gare per la concessione del servizio gas, hanno rilevato Malaman e Mosa. Piero Torretta (presidente Uni), ha concluso il primo giro di interventi inquadrando il problema nel più generale contesto degli incidenti domestici, che risultano in crescita mentre diminuiscono quelli nei luoghi pubblici e sul lavoro. Occorre uno sforzo a livello istituzionale, ad esempio incentivando con detrazioni Irpef soluzioni di domotica nelle abitazioni, ma soprattutto è importante secondo l’ente certificatore che il mercato proceda nel senso dell’autoregolazione, attraverso le norme tecniche. A questo proposito Uni sta attraversando una fase di ristrutturazione volta a incrementare la semplicità organizzativa e di funzionamento dell’ente e la sua trasparenza e apertura nei confronti degli operatori. Sui dati relativi alla sicurezza gas in Italia nel 2009 (disponibili su sito di QE) si sono soffermati Michele Ronchi, presidente Cig, Francesca Zanninotti, responsabile del gruppo di lavoro Cig, e Fabio Dattilo, Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Ronchi, nel reiterare il “senso di frustrazione”
dovuto a fronte del costante aumento negli ultimi anni degli incidenti in impianti a canalizzazione, sempre causati perlopiù dall’assenza o dalla cattiva manutenzione delle canne fumarie, ha raccolto con soddisfazione l’incentivazione statale recentemente varata per la sostituzione dei piani cottura con nuovi piani dotati di termocoppia. Tuttavia, resta ancora molto da fare sul piano dell’informazione, della qualificazione degli installatori e manutentori, e del controllo sul campo degli impianti esistenti. Zanninotti, entrando nel dettaglio dei 201 incidenti analizzati, dei quali 19 mortali, con 28 decessi e 415 infortuni, ha osservato che è auspicabile un miglior coordinamento delle imprese che installano gli impianti. Dattilo, sulla base della propria esperienza diretta ha confermato il fenomeno evidenziato dalle statistiche, soffermandosi sul recente incidente di Viareggio relativo al trasporto su rotaia di Gpl. L’incidente avrebbe potuto avere conseguenze assai più gravi, se i Vigili del Fuoco non fossero intervenuti per mettere in sicurezza ben 13 vagoni cisterna, evitando che fossero anch’essi coinvolti dall’esplosione del primo. Occorre una riflessione specifica, e un intervento normativo, anche sul trasporto delle sostanze pericolose, ha rilevato Dattilo. Un dibattito a parte ha meritato la recente disposizione inserita in Finanziaria, art. 51, relativa al metano per autotrazione, che prevede la possibilità di rifornimento dei veicoli utilizzando gli impianti domestici (QE 10/5). Sul tema sono intervenuti Ronchi, Dattilo e Haimo Staffler, presidente Italian Metacompressor Import (Imi), moderatore Diego Gavagnin, advisor Gruppo Italia Energia. Staffler ha inquadrato il tema del “distributorino” nel contesto di un Paese, l’Italia, in cui 120.000 automezzi a metano vengono immatricolati ogni anno mentre la rete di distribuzione resta ferma a poche centinaia di unità (circa 750), anche a causa della necessità di forti investimenti per svilupparla. L’analisi delle caratteristiche di un impianto domestico-tipo, come ne esistono circa 12.000 nel mondo, mostra che dal punto di vista della sicurezza, non si pongono problemi particolari, essendo il compressore da installare nei pressi del luogo in cui l’automobile va posteggiata, assimilabile a un elettrodomestico qualsiasi, che utilizza gas ed elettricità forniti dalle due reti. Più cauti Dattilo e Ronchi, secondo cui il “salto in avanti” fortemente voluto dal ministro Roberto Calderoli rischia di creare problemi dal punto di vista di un percorso di avvicinamento che deve avvenire nel rispetto delle regole. Resta critico il fattore competenza dell’utilizzatore finale, e non sembrano del tutto superate le obiezioni tecniche all’ipotesi di installare l’apparecchio all’interno di un garage.
Fonte CIG
La Redazione






