02 Gennaio 2012
Milano, 30 dicembre 2011 – Il prezzo medio annuale del petrolio è cresciuto del 40% in dollari rispetto al 2010.
I persistenti rialzi delle quotazioni petrolifere e, per l’energia elettrica, anche gli incentivi alle fonti rinnovabili e i connessi costi per adeguare i sistemi a rete al nuovo scenario di produzione decentrata e intermittente.
Sono questi i principali elementi alla base degli aumenti dei prezzi dell’energia elettrica (+4,9%) e del gas (+2,7%) nel primo trimestre 2012, definiti dall’Autorità per l’energia per le forniture ai clienti che usufruiscono dei servizi di tutela.
Per l’energia elettrica, la famiglia tipo servita in maggior tutela, spenderà 22 euro in più su base annua mentre per il gas, a causa degli aumenti delle quotazioni del petrolio, la maggiore spesa sarà di 32 euro: infatti, rispetto al 2010, il prezzo medio annuale del greggio ha registrato un incremento del 40% in dollari.
Per le famiglie in condizioni di grave disagio economico, per quelle numerose e per i
malati gravi che necessitano di apparecchiature elettriche, è previsto l’incremento dei
bonus a riduzione della spesa per elettricità e gas.
In particolare, nel 2012, il bonus elettrico aumenterà del 12% per un importo annuo
pari ad un minimo di 63 ad un massimo di 139 euro (155 euro per i malati gravi) e,
per il gas, l’incremento sarà del 20% portando il bonus a un valore compreso fra i 35 e
i 318 euro.
Ad oggi, circa un milione di famiglie l’anno usufruiscono del bonus elettrico e oltre
600mila del bonus gas.
L’aggiornamento nel dettaglio
L’aumento del 4,9% dei prezzi dell’energia elettrica è determinato da un insieme di
elementi fra i quali: i rialzi del prezzo alla produzione influenzati anche dal
cambiamento della curva di domanda e offerta nel nuovo scenario dominato dallo
sviluppo delle rinnovabili; l’aumento delle tariffe per il trasporto e la distribuzione
dell’energia sulle reti; l’incentivazione a sostegno delle stesse rinnovabili.
Nel 2011, secondo i dati di preconsuntivo, gli incentivi alla produzione di energia
elettrica da fonti rinnovabili e assimilate finanziati attraverso le bollette sono stati
circa 7,9 miliardi di euro. Di questi, 1,3 sono riferiti alle ‘assimilate Cip6’, 1,3 ai
1 Le famiglie e le piccole imprese che non cambiano fornitore scegliendo un’offerta sul mercato libero, usufruiscono del
servizio di maggior tutela nell’elettrico e del servizio di tutela nel gas. La famiglia tipo ha consumi elettrici medi di
2.700 kilowattora l'anno e una potenza impegnata di 3 kW; nel gas, la famiglia tipo residente con riscaldamento
individuale ha consumi medi di 1.400 metri cubi l’anno.
2
certificati verdi, 4 miliardi al fotovoltaico - che ha visto aumentare del 440% la
potenza installata, cresciuta da 2.800 a 12.400 MW nell’anno - e il restante 1,3 agli
altri strumenti incentivanti (tariffa fissa onnicomprensiva, Cip6 per le fonti
rinnovabili, scambio sul posto).
Nel 2012, l’insieme di tali incentivazioni è destinato ad arrivare a circa 10,5 miliardi
di euro, di cui circa 1,3 riferiti alle fonti assimilate Cip6, 1,8 per i certificati verdi, 5,9
per il fotovoltaico e i restanti 1,4 per gli altri strumenti incentivanti.
La rapida e intensa realizzazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili, in
particolare da fotovoltaico, è quindi destinata ad avere ripercussioni sui prezzi
dell’energia elettrica anche nei prossimi mesi.
Inoltre, per garantire la sostenibilità dello sviluppo di queste fonti caratterizzate da
elevata intermittenza ed il loro il pieno sfruttamento, si renderanno necessari
interventi - con conseguenti oneri sulle bollette - per sviluppare le infrastrutture di rete
così da continuare ad assicurare il mantenimento in sicurezza ed in efficienza del
sistema.
Per poter alleviare la bolletta del consumatore finale a fronte di questi nuovi oneri,
l’Autorità ha avviato un procedimento che dovrebbe diventare operativo prima
dell’estate, con l’obiettivo di arrivare a una corretta ripartizione dei costi fra tutti gli
attori del sistema (delibera ARG/elt 160/11).
Per il gas, l’incremento del 2,7% è determinato dal rilevante aumento della materia
prima, i cui prezzi sono ancora legati alle quotazioni del petrolio e definiti
prevalentemente attraverso contratti di lungo periodo. In questa situazione di forte
rigidità, i consumatori finali non possono sostanzialmente beneficiare di eventuali
diminuzioni dei prezzi all’ingrosso sui mercati spot.
L’Autorità ha sottoposto a consultazione un insieme di proposte di intervento (DCO
47/11) con l’obiettivo di introdurre un nuovo metodo di aggiornamento dei prezzi in
grado di riflettere più fedelmente l’andamento dei prezzi nel mercato italiano. In tale
senso, il nuovo sistema di bilanciamento di merito economico, reso operativo dal 1°
dicembre con risultati incoraggianti in termini di liquidità e di livello dei prezzi,
contribuirà a fornire validi riferimenti di mercato.










