10 Febbraio 2012
Milano, 7 feb. - Classificazione energetica? Dopo un mese dall'obbligo legale, solo il 12,7% degli immobili ha un certificato valido. La strada per mettersi in regola, dunque, sembra essere ancora lunga. E' quanto rileva un'indagine di Immobiliare.it che sottolinea le differenze tra regione e regione. Se il 24% appartiene alla classe C, segno di una qualità media comunque buona, una percentuale identica si trova nella classe peggiore, ossia la G
Nel nord est, ad esempio, la percentuale di annunci con certificazione energetica è salita al 18,9%, mentre a nord ovest è al 15,6%; al centro Italia siamo all'8,8% e al Sud al 3,8%. Tra le province, quelle con i livelli più elevati di certificazione sono Bolzano (oltre un annuncio su quattro, il 25,6%) e Trento (22,0%), seguite a distanza da Milano (11,3%) e Torino (10,2%). Roma è ferma al 5,2%, mentre il fanalino di coda dell'indagine è Palermo, che arriva allo 0,9%.
Secondo l'indagine, la ragione per cui sono relativamente pochi gli immobili già in regola è da ricercare, forse, nel fatto che ad oggi l'unica regione che sanziona il mancato adempimento dell'obbligo è la Lombardia (previste multe fino a 5.000 euro). I problemi maggiori li hanno i privati: solo l'1,5% degli annunci pubblicati da loro è dotato di indicazione della classificazione energetica dell'immobile messo in vendita o affitto (contro il 12,9% degli annunci pubblicati da agenzie).
La rilevazione condotta da Immobiliare.it considera come validi solo gli annunci che riportino, com'è richiesto dalla normativa, sia la classe energetica sia l'indice di prestazione energetica dell'immobile: un valore, questo, che è presente solamente nell'Ace (Attestato di certificazione energetica).
Si escludono automaticamente tutti quegli immobili che, attraverso autocertificazione, erano stati collocati direttamente nella classe G, quella peggiore in assoluto; questa procedura non è più ritenuta corretta e sta obbligando privati e agenzie a correre ai ripari.
Se nei mesi scorsi gli annunci dotati di certificazione energetica erano prevalentemente di immobili nuovi, oggi, sul totale l'80,4% è usato. Quanto allo stato degli immobili in vendita, se il 24% appartiene alla classe C, segno di una qualità media comunque buona, una percentuale identica si trova nella classe peggiore, ossia la G; in questa categoria ritroviamo gli immobili più vecchi, che anche con importanti (e costosi) interventi di ristrutturazione non potrebbero comunque arrivare in classe A.
Fonte: Adnkronos










