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Home Tutte le news NOTIZIE DAL MONDO DEL GAS Scarico a parete oppure canna fumaria a tetto?

Il D.P.R. del 21 dicembre 1999, n. 551 ha modificato l'art. 5.9 del D.P.R. 412/93 riguardo allo scarico dei prodotti della combustione degli impianti termici nei casi di nuove installazioni, di ristrutturazioni e di trasformazioni da impianto centralizzato ad individuale. Risulta abbastanza complicato per il progettista e l'installatore determinare quando è consentito scaricare i prodotti della combustione direttamente a parete e quando , invece, è obbligatorio convogliarli a tetto inoltre in caso di mera sostituzione o nuovo impianto che rendimento devono avere le caldaie da installare (DL 311/06)?

Ecco la nostra interpretazione e i nostri consigli.

Scarico a parete o canna fumaria a tetto?

______________________________________________________

Il D.P.R. del 21 dicembre 1999, n. 551 ha così modificato l’art. 5.9 del D.P.R. 412/93:

    "9. Gli impianti termici siti negli edifici costituiti da più unità immobiliari devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti di combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente, nei seguenti casi:

          o nuove installazioni di impianti termici, anche se al servizio delle singole unità immobiliari;
          o ristrutturazioni di impianti termici centralizzati;
          o ristrutturazioni della totalità degli impianti termici individuali appartenenti ad uno stesso edificio;
          o trasformazioni da impianto termico centralizzato a impianti individuali;
          o impianti termici individuali realizzati dai singoli previo distacco dall'impianto centralizzato.

    Fatte salve diverse disposizioni normative, ivi comprese quelle contenute nei regolamenti edilizi locali e loro successive modificazioni, le disposizioni del presente comma possono non essere applicate in caso di mera sostituzione di generatori di calore individuali e nei seguenti casi, qualora si adottino generatori di calore che, per i valori di emissioni nei prodotti della combustione, appartengano alla classe meno inquinante prevista dalla norma tecnica UNI EN 297:

          
          -  singole ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora nella versione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell'edificio, funzionali ed idonei o comunque adeguabili alla applicazione di apparecchi con combustione asservita da ventilatore;

          
          -  nuove installazioni di impianti termici individuali in edificio assoggettato dalla legislazione nazionale o regionale vigente a categorie di intervento di tipo conservativo, precedentemente mai dotato di alcun tipo di impianto termico, a condizione che non esista camino, canna fumaria o sistema di evacuazione fumi funzionale ed idoneo, o comunque adeguabile allo scopo.

    Resta ferma anche per le disposizioni del presente articolo l'inapplicabilità agli apparecchi non considerati impianti termici in base all'art. 1, comma 1, lettera f), quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari."

Alla luce di questo articolo, a parer nostro, risulta abbastanza complicato determinare quando è consentito scaricare i prodotti della combustione direttamente a parete e quando, invece, è obbligatorio convogliarli a tetto.

La nostro interpretazione è la seguente:

   1. In caso di "mera sostituzione" di generatori di calore individuali è possibile scaricare i prodotti della combustione direttamente a parete. Nella "mera sostituzione" si possono includere tutti i casi di sostituzione di una caldaia che scaricava già a parete al momento dell’intervento con altra che scarica a parete, anche se di "tipo" diverso.

      A tal fine si ritiene che il caso di sostituzione di una caldaia di tipo B che scarica a parete con una tipo C (non necessariamente appartenente alla classe meno inquinante) che scarica a parete può essere assimilabile alla mera sostituzione, anche se i due apparecchi presentano un diverso sistema di evacuazione dei prodotti della combustione. Infatti l’obbiettivo dell’articolo 5 comma 9 del DPR 551/99 sopra riportato è quello di stabilire la possibilità o meno di scaricare a parete ed in questo contesto le differenze esistente tra le due caldaie non modificano le eventuali situazioni di disagio già esistenti.

   2. Nelle "singole ristrutturazioni di impianti termici individuali" possono rientrare tutti gli impianti singoli esistenti, con scarico a tetto. Infatti, i nuovi impianti non possono essere considerati ristrutturazioni, e gli impianti che scaricano già a parete rientrano nella definizione sopra descritta. Il problema nasce quando si analizza l’espressione: "canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell'edificio, funzionali ed idonei o comunque adeguabili alla applicazione di apparecchi con combustione asservita da ventilatore", infatti esiste la norma UNI 10845 che fornisce tutte le indicazioni tecniche per adeguare le canne fumarie non idonee o non funzionali, in pratica sono poche le canne fumarie non adeguabili, è solo un problema di costi. Dove, però, l’adeguamento delle canne fumarie esistenti non risulta fattibile è consentito scaricare direttamente a parete installando una caldaia appartenente alla classe meno inquinante. Ricordiamo che si parla di "singole ristrutturazioni di impianti termici individuali" tra i quali non rientra, ad esempio, il passaggio da impianto centralizzato ad impianti autonomi.

   3. L’ultimo punto dell’articolo tratta il caso di tutti quegli stabili assoggettati dalla legislazione nazionale o regionale vigente a categorie di intervento di tipo conservativo. In questi casi gli interventi per rendere adeguabile l’eventuale sistema di scarico esistente, è reso difficile anche dal vincolo a cui sono sottoposti questi edifici. Quindi nel caso non esistessero canne fumarie o quelle esistenti non fossero adeguabili si può procedere con l’installazione di un generatore con scarico a parete, fermo restando il rispetto del vincolo imposto sul caseggiato ad esempio per ragioni estetiche. Anche in questo caso gli impianti per cui è concesso scaricare a parete devono essere realizzati con generatori appartenenti alla classe meno inquinante.

Occorre anche determinare il tipo di caldaia da installare in base al rendimento della stessa che viene prescritto dal dl 311/06, non tutti gli installatori sanno che il generatore di calore deve rispettare i seguenti rendimenti:

SOSTITUZIONE GENERATORE di CALORE P< 35 KW

il RENDIMENTO della caldaia  al 100% della potenza termica utile nominale deve essere  >90+2Log[Pn] ai sensi dell’ allegato “I” comma  4  D.L. 311/2006

(92,76 per P=24 Kw e 92,89 per P=28 KW)

NUOVA INSTALLAZIONE di IMPIANTO TERMICO o RISTRUTTURAZIONE P<35 Kw

RENDIMENTO medio stagionale dell’impianto per P<1000 Kw deve essere  >75+3Log[Pn] ai sensi del ( comma 3)

79,14% per P=24 Kw

Facciamo notare che nel caso di sostituzione di generatore di caldaia il rendimento della caldaia è al 100% della potenza termica utile nominale, nel caso di nuova installazione viene preso in considerazione il rendimento medio stagionale dell'impianto e quest'ultimo caso porta quasi sempre all'installazione di una caldaia a condensazione.

 

La Redazione